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Le mani sulla banca
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la copertina e il sommario


Le mani sulla banca

Versione Digitale

Donzelli Editore
ezPrice: €15,99



Autore: Carlo Benigni

Editore: Donzelli Editore


Qual è il rapporto corretto tra una fondazione bancaria e la banca di cui è azionista? È più facile dire come non deve essere. Questo libro presenta un «case history» esemplare, relativo al rapporto tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, la Banca Regionale Europea e il gruppo Ubi Banca. I soggetti sono di primaria importanza: la fondazione è tra le prime dieci in Italia, la banca è la prima tra le aziende di credito con sede legale in Piemonte; Ubi Banca è tra i primi cinque gruppi bancari nazionali. La Banca Regionale Europea è tra le banche più solide a livello di sistema. Bilanci a posto, ottima redditività, sofferenze al minimo. Ma nel marzo 2010 la fondazione delibera la sfiducia nei confronti del presidente della banca, di cui controlla una partecipazione, e nomina al suo posto, nel consiglio di gestione del gruppo, di cui è tra i primi azionisti, il presidente del collegio sindacale. Perché? Nessuno sa spiegarlo; la business community cuneese è compatta nel deplorare la decisione. Poi si scopre che il presidente della fondazione, titolare di un’azienda in difficoltà, se l’è fatta ricapitalizzare da una società che fa capo al presidente del collegio sindacale, con cui è socio in affari, il quale viene catapultato al ruolo di banchiere nazionale.Alle legittime domande in tema di rispetto del codice etico, di gestione del patrimonio, di rapporto con gli enti che designano il consiglio generale, la fondazione non ha dato risposte di merito, chiamando tutti a raccolta in difesa dell’istituzione, che ha ragione «a prescindere». Di fatto, con la stessa classe dirigente del secolo scorso, che si fa nominare e rinominare dagli enti beneficiati, la fondazione si è costituita come potere autoreferenziale e sovraordinato rispetto alle istituzioni locali e ai partiti.Il cerchio si chiude e si ritorna a una prospettiva nazionale. Alla luce di questa e di altre esperienze, ha senso che le fondazioni esercitino influenza nella governance delle banche? E a Cuneo la politica, che nella vicenda ha svolto una funzione ancillare rispetto alla fondazione, saprà riscoprire il proprio ruolo e la propria dignità?







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