gototopgototop
 screen         carattere         colore           contrasto           
Effettua il login per acquistare

RICERCA PER CATEGORIA

EDITORI



Cerca periodico

Autore - titolo


VirtueMart
Il carrello è vuoto.

Mostra Carrello
Il carrello è vuoto.

Ai sensi della normativa internazionale sui cookies vi informiamo che questo sito o gli strumenti di terze parti da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di condizioni di fornitura e privacy. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera si acconsente all'uso dei cookies. Ezpress non memorizza i dati di navigazione nè usa cookies a fini promozionali o commerciali



La rimozione ePub
Clicca per visualizzare
la copertina e il sommario


La rimozione

Versione Digitale ePub

Marsilio
ezPrice: €9,99



Autore: Andrea Kerbaker

Editore: Marsilio


Nel marzo del 1972, un pomeriggio di sabato, Giuseppe Tavecchio, milanese, sessant'anni, pensionato, se ne esce a fare una commissione. A Milano è una giornata di scontri violentissimi tra i manifestanti dell'ultrasinistra e la polizia, con disordini che si protraggono per ore e devastazioni diffuse, incluso l'incendio di alcuni locali della sede del «Corriere della Sera» in via Solferino. Tavecchio passa dal centro durante una pausa dei tumulti; quando, alle cinque e dieci, insieme ad altri pedoni attraversa piazza della Scala, pare un momento di calma. Se non fosse che all'improvviso, senza alcuna ragione comprensibile, da una camionetta della polizia partono alcuni lacrimogeni verso quel gruppetto di persone inermi. Un candelotto, sparato ad altezza d'uomo, raggiunge al collo Tavecchio, che morirà tre giorni dopo senza aver ripreso conoscenza. È una vicenda tragica, che tutti dovremmo conoscere e ricordare. E invece no; perché uno che muore in questo modo non trova nessuno che abbia interesse a perpetuarne la memoria: ovviamente non lo Stato, che, per averne causato la morte, vuole soprattutto farlo dimenticare; non la politica, perché - se i militanti caduti negli scontri si onorano continuamente nel ricordo - sui passanti ammazzati per sbaglio, inutili alla causa, si sorvola con elegante indifferenza; e non i media, visto che un morto così fa ben poca notizia. Sicché ancora oggi il nome di Tavecchio è pressoché assente nelle cronache di quei giorni, comprese quelle in rete; e a ricordarlo non c'è neppure una lapide, di quelle che a Milano rievocano tutte le vittime del periodo, in un lungo cammino di lutti, rimpianti e dolori che l'autore percorre senza eccezioni. È una storia che tra i suoi comprimari vede anche tanti protagonisti di quell'epoca - dal commissario Calabresi a Giovanni Spadolini, da Pasolini a Marco Bellocchio - ma al centro ha solo lui, il pensionato Tavecchio, con la sua vita dall'esito drammatico che questa ricognizione a tappeto ha permesso di ripescare dall'anonimato.







ENTRA E GUARDA LE NOSTRE VETRINE

ezPrice
€6,99


ezPrice
€6,99


ezPrice
€3,99


ezPrice
€5,99


ezPrice
€3,99


ezPrice
€4,99




SCOPRI LE FUNZIONALITA' DI EZPRESS


RICARICA

PREVIEW

RISPOSTE

REGALA

FUNZIONALITA' RISERVATE AGLI UTENTI REGISTRATI


EZCLOUD

SCRIVICI

ACCOUNT

EZCHECKOUT