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FONTE

WWW.RECCOM.ORG

– 3 AGOSTO 2021

BUCHI NERI POTREBBERO

CONDURRE IN ALTRE PARTI

DELL’UNIVERSO

I buchi neri oltrepassano il confine tra fantascienza e

scienza. Gli scienziati, infatti, hanno visto i buchi ne-

ri in azione, intenti a consumare stelle ignare, col-

pevoli solo di essersi avvicinate troppo. Ma dove la

realtà finisce e la finzione prende il sopravvento è

sul bordo di un buco nero, un luogo chiamato oriz-

zonte degli eventi, dove nessuna sonda spaziale è

mai arrivata.

Per capire cosa accade oltre quel confine, all’interno

di un buco nero, possiamo formulare poco più di

mere ipotesi, infatti le normali leggi della fisica non

valgono all’interno di un buco nero. Gli scienziati

concordano sul fatto che dopo essere entrati in un

buco nero, la gravità alla fine diventerà così forte da

annientare qualsiasi cosa. Scrittori e soggettisti di

fantascienza sono più ottimisti, descrivendo i buchi

neri, o almeno alcuni buchi neri, come portali attra-

verso lo spazio e il tempo o come accessi verso al-

tre dimensioni o universi paralleli.

Ora sembra che alcuni scienziati pensino che gli ap-

passionati di fantascienza potrebbero non essere

troppo lontani dalla verità. I buchi neri potrebbero

essere adatti al viaggio nell’iperspazio, dopo tutto;

bisogna solo entrare nel giusto tipo di buco nero. Al

centro di ogni buco nero c’è un punto di densità in-

finita, chiamato singolarità. È ciò che dà ai buchi ne-

ri la loro forte attrazione gravitazionale. E per de-

cenni, gli scienziati hanno pensato che le singolarità

fossero tutte uguali, quindi qualsiasi cosa passasse

per l’orizzonte degli eventi sarebbe stata distrutta

allo stesso modo: stirata e tirata come uno spaghet-

to infinitamente lungo. Ma, dai primi anni ’90, quan-

do diversi gruppi di ricerca in Canada e negli Stati

Uniti scoprirono un secondo tipo di singolarità chia-

mata “singolarità dell’inflazione di massa”, tutto è

cambiato. Ha ancora una forte attrazione gravitazio-

nale, ma, potenzialmente non ti ucciderebbe nel

processo, il che significa che si potrebbe sopravvi-

vere al viaggio attraverso un buco nero. Più specifi-

camente, stiamo parlando di un grande buco nero

rotante, che è dove esisterebbero questi tipi di sin-

golarità. Ora, ovviamente, gli astronomi non posso-

no attraversare un buco nero per testare questa teo-

ria. Anche volendolo fare, il posto migliore per te-

starla sarebbe il buco nero supermassiccio nel cen-

tro della nostra galassia, la Via Lattea, che si trova a

27.000 anni luce di distanza. Per ovviare a questo,

astronomi ed astrofisici eseguono simulazioni al

computer per vedere cosa succederebbe se riuscis-

simo a raggiungere un buco nero isolato e in rota-

zione, e ora, per la prima volta, un team di scienzia-

ti dell’Unass Dartmouth e del Georgia Gwinnett Col-

lege ha fatto esattamente questo. Spiega Lior

Burko del Georgia Gwinnet College:

«Nel momento

in cui si entrasse nel buco nero supermassiccio che

FONTE

WWW.ESQUIRE.COM

- 21 LUGLIO 2021

FORSE DISTRUTTE PROVE DI

VITA SUMARTE

Il cratere Gale, su Marte, ha un diametro di 154 chilo-

metri e un'età stimata di 3,6 miliardi di anni. Proprio

sulla superficie di questa enorme vallata il rover Curio-

sity sta esaminando le rocce sedimentarie ricche di ar-

gilla che adesso compongono l'ex lago marziano. Du-

rante la raccolta del materiale, alla ricerca di antiche

tracce di vita, è arrivata la sorpresa che ha stupito i ri-

cercatori della NASA. Di solito l'argilla è un ottimo in-

dicatore per trovare prove di vita perché viene creata

dal deterioramento di minerali al contatto con l'acqua

e soprattutto si presta a contenere fossili microbici. Le

rocce che avrebbero dovuto contenere argilla però

contenevano invece grandi quantità di ossidi di ferro,

ovvero il composto di cui è fatta Marte e che rende tut-

to così rosso. «

Pensavamo che una volta che questi

strati di minerali argillosi si formassero sul fondo del la-

go nel cratere Gale, rimanessero tali, preservando il

momento in cui si sono formati per miliardi di anni

», ha

detto l'autore principale dello studio Tom Bristow, ri-

cercatore presso l'Ames Research Center della NASA.

«

Ma in seguito le salamoie hanno distrutto questi mi-

nerali argillosi in alcuni punti, ripristinando essenzial-

mente il record di roccia

». Insomma la salamoia ha di-

strutto in parte le prove che stiamo cercando, ma allo

stesso tempo questo processo potrebbe aver creato

anch'esso vita. «

Questi sono posti eccellenti per cer-

care prove di vita antica

» ha affermato il coautore del-

lo studio John Grotzinger, professore di geologia

presso il California Institute of Technology. «

Anche se

la diagenesi

(il processo chimico attuato dalla sala-

moia)

può cancellare i segni di vita nel lago originale,

crea i gradienti chimici necessari per supportare la vita

nel sottosuolo, quindi siamo davvero entusiasti di aver-

lo scoperto

». I ricercatori hanno pubblicato i loro risul-

tati il 9 luglio sulla rivista Science.