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FONTE ANSA – 2 LUGLIO 2021

IN COSTRUZIONE LA PIÙ

GRANDE RETE DI

RADIOTELESCOPI DEL MONDO

Lo studio delle lune dei pianeti giganti del Sistema So-

lare, dei mondi alieni temperati o della Via Lattea e,

ancora più lontano nello spazio e nel tempo, dell’u-

niverso primordiale. È all’interno di queste aree di ri-

cerca che saranno scelte le tre future missioni di

esplorazione spaziale di ‘Voyage 2050’, il nuovo pro-

gramma scientifico dell’Agenzia Spaziale Europea

(Esa) per il periodo tra il 2035 e il 2050. Lo ha an-

nunciato la stessa Esa. Ambiziosi gli interrogativi cui

contribuiranno a trovare risposta le future missioni

dell’Esa. Indagare la potenziale abitabilità dei mon-

di del Sistema Solare, per capire come può emer-

gere la vita, e se esistono pianeti simili alla Terra nel

cosmo, a partire dalla Via Lattea. E cercare di capi-

re, ad esempio utilizzando le onde gravitazionali co-

me messaggeri, come ha avuto inizio l’universo e co-

me si sono formate ed evolute le prime strutture co-

smiche e i buchi neri.

Resta, adesso, da definire quali saranno le missioni

specifiche che verranno selezionate. Per Fabio Fa-

vata, coordinatore del programma scientifico dell’E-

sa, «

avere un piano a lungo termine chiaro permet-

te all’Esa di essere un riferimento stabile per le

agenzie partner con cui realizzare missioni in colla-

borazione. Inoltre - spiega lo studioso a Media Inaf,

il notiziario on line dell’Istituto Nazionale di Astrofi-

sica - Voyage 2050 fornisce un’impalcatura alla co-

munità scientifica, per programmare i propri investi-

menti a lungo termine. Voyage 2050 - conclude Fa-

vata - manterrà l’Europa in prima linea nella scienza

spaziale per i decenni futuri

paggio hanno già fatto il giro del mondo. A bordo

ci saranno i piloti Dave MacKay e Michael Masucci,

l'istruttrice Beth Moses, l'ingegnere Colin Bennett e

la vicepresidente della Virgin per gli Affari governa-

tivi e la ricerca Sirisha Bandla. In nessuno dei due ca-

si sarà un volo fra le stelle: Branson e Bezos rag-

giungeranno lo spazio, ma intersecando la loro

traiettoria con quella dell'atmosfera per poi rientra-

re a Terra. La novità è che lo faranno con i loro mez-

zi, segnando un cambiamento radicale a 20 anni dal

primo volo di un turista spaziale.

Il primo a pagare un biglietto per andare nello spa-

zio era stato il miliardario americano Dennis Tito,

che il 28 aprile 2001 era partito con una navetta rus-

sa Soyuz alla volta della Stazione Spaziale, a bordo

della quale era rimasto per otto giorni. Hanno ac-

quistato un costosissimo seggiolino della Soyuz,

spendendo come minimo 20 milioni di dollari, an-

che i sette successori di Tito, fra i quali l'imprendi-

trice di origine iraniana Anousheh Ansari, finora l'u-

nica donna nel breve elenco dei turisti spaziali. Il

soggiorno più lungo sulla Stazione Spaziale (13

giorni), è stato quello dell'americano Richard Gar-

riott e l'ultimo ad avere una camera con vista sulla

Terra è stato nel 2009 il canadese Guy Laliberté,

uno dei fondatori del Cirque du Soleil. Da allora

una lunghissima pausa imposta dall'uscita di scena

dello Space Shuttle, che aveva fatto della Souyz l'u-

nico mezzo per portare uomini nello spazio e ga-

rantire l'avvicendamento degli equipaggi sulla Sta-

zione Spaziale. Le cose sono cambiate con l'arrivo

dei privati, a partire dalla collaborazione con la Na-

sa della SpaceX di Elon Musk, ma non solo: impren-

ditori come Branson e Bezos hanno deciso di inve-

stire nel turismo spaziale e nei mezzi per realizzarlo.

Il turismo spaziale è ancora per pochi, considerando

che secondo stime recenti il costo di un biglietto po-

trebbe aggirarsi fra 250.000 e 500.000 dollari, ma

missioni come quelle di Branson e Bezos sono il pri-

mo passo verso qualcosa di diverso, che nel giro di

pochi anni potrebbe rendere i voli suborbitali molto

più comuni ed economicamente accessibili di quan-

to non lo siano oggi. (Nella foto l’equipaggio della

Virgin Galactic)