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INFORMATIVA AI SENSI DEL CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Il Decreto Legislativo n.196 del 30 giugno 2003 ha finalità di garantire che il trattamento dei dati personali dei lettori si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle perso-

ne, con particolare attenzione alla riservatezza dell’identità personale. I dati raccolti durante lo svolgimento della nostra attività e dai lettori stessi forniti potranno essere trattati per finalità relazionate alla

vita produttiva di questa azienda. Questi saranno raccolti, archiviati, organizzati per lo più attraverso mezzo informatico, sempre rispettando le regole di riservatezza e sicurezza richieste dalla Legge. Il ti-

tolare del trattamento dei dati personali è il legale rappresentante della X Publishing Srl, Via Giovanni Alfredo Cesareo, 25 00137 Roma. Responsabili del trattamento sono dipendenti e incaricati della

stessa X Publishing Srl. Il conferimento dei dati personali è facoltativo ma la mancata comunicazione degli stessi impedirà fondamentali attività quali l’adempimento di spedizioni agli interessati delle cate-

gorie merceologiche di nostra competenza (abbonamenti e arretrati di riviste, libri e allegati). Possono accedere ai dati i soggetti cui disposizioni di Legge lo consentano o per ordini di Autorità. La Legge

prevede che lettori possono consultare, modificare, opporsi, cancellare i propri dati su diretta richiesta ai sensi dell’Art.7 del Codice, il tutto mediante Raccomandata A/R da inviare a X Publishing Srl, Via

Giovanni Alfredo Cesareo, 25 00137 Roma. Per maggior informazioni si può visitare il testo completo del Decreto Legislativo n.196 del 30 giugno 2003 sul sito ufficiale dellAutorità Garante www.garan-

teprivacy.it

MEDIA

3

S

criveva Aldous

Huxley nel suo

capolavoro

Il

mondo nuovo

:

«Il governo dei

manganelli e dei plotoni

di esecuzione, della ca-

restia artificiale, dell'im-

prigionamento in massa

e della deportazione di

massa, non solo è inu-

mano (nessuno se ne preoccupa più di tanto ai giorni

nostri), ma è palesemente inefficiente, e in un'epoca di

tecnologia avanzata l'inefficienza è un peccato morta-

le. Uno Stato totalitario davvero efficiente sarebbe

quello in cui l'onnipotente potere esecutivo dei capi

politici e il loro corpo manageriale controllano una po-

polazione di schiavi che non devono essere costretti

ad esserlo con la forza perché amano la loro schiavitù».

Di schiavi felici oggi ne vediamo molti: sono ad esem-

pio i giornalisti che invece di fare informazione fanno

propaganda, che plagiano invece di stimolare lo spiri-

to critico del pubblico; che per un posto di lavoro al so-

le, oscurano le notizie. E magari finiscono anche per

credere a ciò che predicano nei media, perché, come

scriveva George Orwell in

1984

:

«Il bipensiero implica

la capacità di accogliere simultaneamente nella pro-

pria mente due opinioni tra loro contrastanti, accet-

tandole entrambe»

. Questo bipensiero è alla base del-

l’informazione mediatica contemporanea, in cui chi

(non) dà le informazioni probabilmente è consapevole

che la verità potrebbe anche essere un’altra, ma gli sta

bene così. Il Sistema lo esige, pena la pubblica con-

danna, la perdita del lavoro, l’emarginazione. Ma i cit-

tadini schiavi felici potremmo essere tutti noi, quando

accettiamo senza porci domande la narrazione unica

del Sistema. La tentazione è sempre dietro l’angolo.

Restiamo vigili.

Lavinia Pallotta

E

D

ITORIALE

GLI SCHIAVI FELICI

I

l termine sta mutan-

do e spogliandosi

come della pelle di

un serpente: da una

parte per chi già ne

aveva metabolizzato il

significato da molti an-

ni, entrando invece nel-

la familiarità dell’era

post-lockdown

per

chiunque sbiascichi la

parola “Complottista”, colpevolizzandolo per non

essere in linea con i benpensanti, o si permetta di

criticare l’assai controverso baraccone mediatico

sollevatosi da ormai diciotto mesi. È un “mestie-

re” molto più faticoso e impervio che mai: il Com-

plottista lavora (incravattati detrattori permetten-

do) non per creare un complotto, piuttosto per

smascherarne la trama più sottile e perfida. Egli va

a braccetto col “Cospirazionismo”. Perché in fon-

do, i “Complottisti” e i “Cospirazionisti”, quelli

veri, possono frequentare lo stesso bar, discuten-

do più o meno animatamente, denunciando so-

stanzialmente tutti quei fendenti che l’umanità sta

subendo su ogni fronte, senza alcun gratuito pes-

simismo: la libertà sanitaria del cittadino è sotto

attacco; i mainstream soffocano la libertà d’infor-

mazione animata da un sano giornalismo ridotto

ai minimi storici. Persino sul versante ufologico, la

libertà sembra avere i giorni contati, spinta da as-

surdi venti di guerra proclamati contro immagina-

ri nemici alieni che giungerebbero per infastidire

la Difesa. A proposito, è esemplare la denuncia di

Steven Greer lanciata con “Cosmic Hoax”, recen-

sito sulle nostre pagine. Nell’estate più anomala

degli ultimi decenni rischiamo di sorbire più gra-

nate che granite. E il complottista? Lui non va mai

in ferie.

Pino Morelli

IL MESTIERE DEL

COMPLOTTISTA