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E

ra cominciato nel

migliore dei modi

l’anno beethovenia-

no. Bonn e Vienna erano

in prima linea con mostre e

manifestazioni per ricorda-

re il duecentocinquantena-

rio della nascita di Ludwig

van Beethoven, bonnense

di nascita ma viennese di

adozione.

Il fuoco della miccia era

partito comprensibilmen-

te dalla Germania, ma il

testimone era stato presto

raccolto da tutto il mondo.

Il genio di Beethoven, in-

fatti, non può certo restrin-

gersi ai soli confini tede-

schi ma coinvolge l’intera

umanità (non a caso l’Inno

alla gioia della Nona Sin-

fonia è stato assunto come

simbolo dell’Unione Euro-

pea). E difatti non è dato

trovare compositore più

transnazionale, universa-

le, del maestro di Bonn.

In tutti i Land tedeschi si era

pronti a fare a gara nel ricordar-

ne la figura e l’opera con concer-

ti, mostre, conferenze e lezioni

(da Stato ed enti locali

sono stati stanziati più

di 43 milioni di euro).

Il primo mattone del-

le celebrazioni è stato

messo a Bonn, dove

Ludwig è nato il 16 di-

cembre del 1770, con

una cerimonia solen-

ne alla presenza della

Ministra della cultura

tedesca Monika Grüt-

ters “Il confronto con

il visionario, umanista e convin-

to europeista Beethoven - ha di-

BEETHOVEN ILTITANO

una festa interrotta

chiarato la ministra - è oggi più

attuale che mai. Beethoven era

già ai suoi tempi una leggenda:

un artista che con il suo approc-

cio radicale, stravolgendo sche-

mi e convenzioni, ha superato

confini ed entusiasmato

così un vasto pubblico.

Ancora oggi la sua musi-

ca emoziona, commuove,

travolge e unisce persone

di tutti i Paesi e continen-

ti”.

Tra le manifestazioni la

nuova mostra permanen-

te della natale Beetho-

venhaus a Bonn e i nuo-

vi spazi di un museo tra i

più frequentati al mondo,

che documenta l’uomo e

il musicista Beethoven

in tutte le sue sfaccetta-

ture. “Sfruttando tutte le

possibilità multimedia-

li dell’era digitale – ha

proseguito la Grutters

- il museo è diventato

una Casa di Beethoven

per tutti: un luogo che ci

permette di avvicinarci a

uno dei maggiori artisti e

ambasciatori culturali del

nostro Paese da diverse

prospettive, indipenden-

temente da età, origine e

conoscenza”.

Ma il Coronavirus ha interrotto

per mesi questa celebrazione,

annullando concerti e

iniziative, come il Fe-

stival BTHVN 2020 di

Bonn. Ma non basterà

a far dimenticare il

genio di un autentico

Prometeo della musi-

ca dai saldi valori eti-

ci come Beethoven.

Non si finirà mai in-

fatti di apprezzare ed

amare questo titano

che si erge con la sua

opera a cavaliere tra Sette e Ot-

tocento, tra le ultime avvisaglie

La statua fatta erigere nel 1845 per iniziativa di Liszt

“Beethoven non mancò di essere

innanzitutto un uomo del suo tempo,

capace di volgere lo sguardo al futuro

e di sentire sulle spalle il peso di

un’umanità oppressa dalla tirannide e

dall’ingiustizia”