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lia si misero ad insegnare gratis.

Il loro esempio fu seguito da altri

colleghi come i sopra citati Falchi,

Monachesi, De Sanctis, Zuliani, e

altri. Era il 1870/77. Ora dopo 45

anni, e un cammino molto fatico-

so, il Liceo Musicale è diventato

ormai pari ai più prestigiosi con-

servatori, riconosciuto dallo Sta-

to come Ente morale autonomo e

non più dipendente dall’Accade-

mia nel cui seno nacque.

In questo fatidico anno scolastico

dunque i giovani pionieri, diven-

tati anziani, uno dopo l’altro, ve-

nivano a mancare dopo un’intera

vita d’insegnamento cedendo il

testimone alle nuove generazio-

ni: a Sgambati successe Alfredo

Casella, a De Sanctis e a Falchi

Ottorino Respighi.

Per la scuola di Violino Arrigo

Serato subentrò a Pinelli e Mario

Corti a Monachesi. Alessandro

Bustini fu il successore di Pinelli

per la Classe d’Orchestra e Do-

menico Alaleona sostituì Zuliani

in Storia ed estetica musicale. Ci

fu quindi un’infornata di nuovi

docenti assunti per concorso, tutti

poco più che trentenni. Nel 1915

si passava così, culturalmente e

artisticamente, dall’Ottocento al

Novecento.

Dati statistici

La fotografia del Liceo del 1915

è la seguente: 38 docenti, 21 corsi

principali, 11 corsi complementa-

ri. 224 alunni di cui 129 maschi

e 95 femmine. Ritiratisi durante

l’anno 14, non confermati 5, di-

plomati 18. Rimasti in corso alla

fine dell’anno scolastico 187. Le

domande di ammissione furono

179 e ne vennero accolte 55. Si

effettuarono 20 saggi scolastici

pubblici.

La guerra

Il 23 maggio il governo italiano

dichiarò guerra all’Austria. Ter-

ziani provvide a indire immedia-

tamente la sessione degli esami

finali per far conseguire il titolo a

coloro che dovevano essere chia-

mati alle armi: «Uno speciale ri-

guardo credetti doveroso di usare

agli alunni chiamati in servizio

per la Patria, accordando loro

una immediata sessione di licen-

za e concedendo, previo assenso

dell’On. Commissione Ammini-

strativa, il passaggio senza esame

per i non licenziandi che avessero

riportato la media annua di 6/10».

Purtroppo i 4 Saggi Finali con

l’orchestra dovettero saltare sem-

pre a causa della guerra; così

scrive Terziani: «Restavano a ef-

fettuarsi i consueti saggi finali,

stabiliti dal vigente Regolamento,

ed io mi accingevo alla loro pre-

parazione quando il momento cri-

tico che agitava la vita nazionale

si determinò con la dichiarazione

della guerra; onde la scolaresca

del Liceo venne improvvisamente

diminuita di ben 45 giovani, chia-

mati alle armi, i quali appunto co-

stituivano il nucleo più forte della

classe orchestrale e delle scuole

di canto. Di conseguenza, sia per

la generale disposizione degli ani-

mi preoccupati da altre più gravi

cure, sia soprattutto per le serie

difficoltà materiali che non rende-

vano oramai più possibile formare

la massa orchestrale e corale, in-

dispensabile alla decorosa esecu-

zione dei nostri maggiori esperi-

menti pubblici e più specialmente

richiesta per eseguire i lavori

delle scuole di composizione, mi

resi persuaso della opportunità di

rinunziare ai saggi finali».

Fra gli allievi che dovettero in-

dossare la divisa vi fu Giacomo

Volpi, tenore, allievo di 2° anno

di Cotogni, che venne arruola-

to, essendo anche stu-

dente universitario in

Giurisprudenza, come

sottotenente di fante-

ria. Si distinse al fronte

guadagnandosi un enco-

mio solenne e tre croci

di guerra. Nel 1919 si

presentò con la divisa

di capitano del 12° Fan-

teria per riprendere le

lezioni e apprese della

morte del suo maestro

avvenuta nel frattempo.

Continuò nella classe

di Enrico Rosati fino al

suo debutto diventando

subito celebre col co-

gnome Lauri-Volpi. Nel

1914 un altro allievo del

Liceo, Beniamino Gigli,

classe di canto di Rosa-

ti, vestì la divisa di fante

in un tranquillo posto di

telefonista al Comando

territoriale di Roma ed

ebbe modo così di con-

cludere gli studi.

Saranno famosi

Sfogliando l’annuario

dei Saggi scolastici del 1915:

Classe di Canto di Antonio Coto-

gni. Sabato 27 marzo 1915: VER-

DI.

La forza del destino.

Duetto

per tenore e baritono atto II Volpi

Giacomo (anno 2°) Basiola Mario

(anno 1°). Quando si dice: pren-

dere due piccioni con una fava.

Oltre a colui che diventerà il gran-

de tenore Giacomo Lauri Volpi c’è

anche Mario Basiola che divente-

rà uno dei più famosi baritoni del

suo tempo! Basiola poi canterà la

romanza

Vorrei…

di Bleihmann

e Volpi una romanza da

L’amico

Fritz

e in un duetto dal

Don Car-

los.

Quando Volpi tornerà dalla

guerra sarà l’amico Basiola, già

in carriera, ad aiutarlo per avere

una scrittura al Teatro di Viterbo

(

I Puritani

e poi

Rigoletto

) ed è in

quell’occasione che, appreso che

vi era in carriera un altro tenore

di nome Volpi (Guido), Giacomo

volle precedere il suo cognome

da “Lauri”, e Lauri-Volpi divenne

poi il suo vero cognome con R.

Decreto del 1934. Giacomo Lau-

ri-Volpi e Mario Basiola s’incon-

trarono spesso sui palcoscenici

specie negli anni 1924-31.

Ma vediamo che succede nell’altra

classe di Canto tenuta da Rosati:

vedo l’allievo Franci Benvenuto,

baritono (anno 2°), darsi da fare

in duetti terzetti e quartetti e poi

cantare la romanza

Sei vendicata

assai

dalla

Dynorah

di Meyerbe-

er. Anche Franci sarà destinato

a una bella carriera: specialista

nel repertorio verdiano, cantò

quasi ad ogni stagione al Teatro

dell’Opera di Roma dal 1928 al

1949, e alla Scala dal ‘23 al ‘36

poi a Londra, Parigi, Berlino, Sud

America ecc…

Il Saggio della classe di Organo

complementare di Remigio Ren-

zi inizia con una

Toc-

cata

di Dubois eseguita

dall’allievo Somma Bo-

naventura (anno 1°) che

poi si presterà anche ad

accompagnare al piano-

forte i saggi di violino.

Bonaventura Somma si

diplomerà in composi-

zione con Respighi.

Diventerà dal 1926 diret-

tore del Coro dell’Acca-

demia di S. Cecilia por-

tandolo a un tale grado di

perfezione da diventare

fra i più ammirati com-

plessi corali del mondo.

Dal 1939 insegnò Com-

posizione

polifonica

vocale al Conservatorio

S.Cecilia.E per finire un

pizzico di

gossip

. Nella

classe di Respighi era

stata da poco ammessa

la signorina ventunenne

Elsa Olivieri Sangiaco-

mo innamoratissima del

suo docente. L’amore fu

corrisposto e nel genna-

io del 1919 i due con-

volarono felicemente a

nozze.

Tutto questo succedeva

nel Liceo Musicale S. Cecilia nel

1915. Finita la guerra, nel 1919 il

Liceo sarà statalizzato e nel 1923

potrà chiamarsi Conservatorio di

Musica. Nella Sala Accademica

dell’Istituto nelle pareti laterali

vi sono due nicchie che contengo-

no due busti: guardando il grande

organo quello a destra raffigu-

ra Giovanni Sgambati e quello a

sinistra Ettore Pinelli che, anche

dopo cento anni, vegliano sulla

Scuola da loro fondata.

Domenico Carboni

El violinista Pinelli - quadro dipinto da Eduardo Rosales Gallinas

Sala Accademica di Santa Cecilia