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Il mio furgonE

S

cegliere il furgone ideale è quasi un

lavoro,

anche quando le esigenze

dell’utente, o la “mission” del vei-

colo, sono chiare e ben definite. L’offerta è

talmente ampia, le versioni disponibili così

numerose, differenti per motore, trazione,

formato di carrozzeria, portata, dotazione

di accessori, che individuare il mezzo da

lavoro perfetto per la propria professione

è davvero un’arte. Anche perché uno dei

fattori decisivi per la scelta, il prezzo, va

considerato alla stregua di una variabile

indipendente. Perché? I listini pubblicati

sono spesso un punto di partenza per una

trattativa che ogni concessionario sostie-

ne per portare a termine la vendita. Un

business che comprende anche il fatturato

generato dalla manutenzione ordinaria,

sui lavori eseguiti in officina, sui tagliandi

obbligatori durante la garanzia. C’è poi il

finanziamento, un termine usato in questo

caso quasi impropriamente, visto che, an-

che altre formule alternative alla proprietà,

possono generare profitto per chi cede il

veicolo: leasing, noleggio a lungo termine o

acquisto rateale tradizionale.

Offerte e promozioni

È quindi opportuno che, ipotizzando l’ac-

quisto di un furgone nuovo di fabbrica, ven-

gano richiesti a vari concessionari diversi

preventivi relativi allo stesso allestimento

del veicolo scelto, mettendoli in concorren-

za tra loro per spuntare il miglior prezzo. Su

internet, navigando sui siti dei concessio-

nari, è possibile cercare le promozioni e le

offerte più vantaggiose. Queste possono

riguardare sia un ribasso importante dei

prezzi di listino, sia l’offerta di accessori

forniti in omaggio, sia l’upgrade da una

versione a un’altre più ricca. L’importante,

in questi casi, è badare al sodo: un ac-

cessorio inutile fornito gratuitamente non

deve spostare di un millimetro la scelta,

mentre un “pacchetto funzionalità” o un

“pack sicurezza” a prezzo scontato merita

senz’altro attenzione.

Consapevoli delle

proprie necessità

Esaurita questa premessa, entriamo nel

vivo dell’argomento e iniziamo a pensare

alla tipologia d’impiego del veicolo che si

intende acquistare (o noleggiare a lungo

termine, o acquisire in leasing). Che lavoro

faccio e per cosa mi serve il veicolo? Ogni

professione ha le sue esigenze, soprattutto

di spazio. Non parliamo solo di volume di

carico o di portata, dati significativi, ma

non del tutto: occorre pensare all’altezza

delle merci da trasportare e consegnare e

al loro ingombro. Contano allora l’altezza

massima interna, la larghezza delle porte

e l’ampiezza minima della zona di carico,

perché sotto i 120 cm di larghezza diventa

impossibile stivare a bordo i “famigerati”

Europallet. E anche la lunghezza massima

del piano di carico: oggi sono sempre più

numerosi i veicoli da 4 o 5 metri e mez-

zo che, sacrificando o meno uno o due

posti nella cabina di guida, consentono

di trasportare oggetti lunghi e stretti da 3

o 4 metri di lunghezza. Ogni luogo dove

si esercita il lavoro pone altre necessità,

basti pensare a chi effettua consegne nei

congestionati centri storici magari chiusi al

traffico dei mezzi a benzina o gasolio, o a

chi opera in montagna, o nei cantieri edili,

o, ancora, chi viaggia sempre in autostrada

e richiede non solo prestazioni velocisti-

A parte il nuovo Iveco Daily, a emissioni zero, sul

mercato, si trovano esclusivamente mezzi da 3 a

4,2 metri cubi

. I gemelli Citroen Berlingo e Peuge-

ot Partner da 3,3 m

3

, i Renault Kangoo e Kangoo

Maxi Express Z.E. da 3 e 4 m

3

e il Nissan e-NV200

da 4,2 m

3

sono i veicoli più convincenti del mo-

mento, sviluppati dai colossi del settore. Motore e

trazione anteriori, lunghezza nell’ordine dei 4 me-

tri e mezzo, autonomia da 100 a 150 km rappre-

sentano credenziali valide per un impiego a 360

gradi di questi veicoli, che sono a loro agio anche

su statali, superstrade e autostrade. A loro si ag-

giunge il minivan Piaggio Porter Elettrico, 3 m

3

, un

I furgoni elettrici

furgoncino a vocazione quasi esclusivamente citta-

dina, apprezzato per gli ingombri compatti (meno di

3 metri e mezzo) e per l’eccellente maneggevolezza,

ma inadatto a spingersi sistematicamente fuori dai

confini urbani.