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MONDO

larazzodeltempo.it

U

n ologramma di 2000 anni

fa racchiuso in un gioiello

d’oro L'ombra d'oro di un

giovane aristocratico sembra af-

facciarsi, evanescente, dalla tra-

sparente oscurità di una lente di

cristallo di rocca. Cesellato all'in-

terno come una miniatura,la pie-

tra fa da lente.E’ la magia di uno

fra i più preziosi gioielli romani

giunti fino a noi che costituisce un

unicum di inestimabile valore( c'è

chi lo ritiene l'anello più bello

giuntoci dall'antichità).

L’anello fu trovato al dito di una

matrona romana, la nobile Aebu-

tia Quarta in un sepolcro del I sec. D.C

rinvenuto a Grottafferrata durante una

delle più sensazionali scoperte archeologi-

che degli ultimi 20 anni che, del tutto in-

spiegabilmente, ha avuto risonanza mini-

ma in Italia.

Nell'ipogeo la donna era sepolta con il fi-

glio morto a 18 anni.

Gli studiosi ritengono che essa volle tene-

re al dito il ritratto dell'amatissimo figlio.

All’estero, la vicenda ha avuto grande ri-

salto, tanto che Discovery Channel le ha

dedicato un intero documentario.L'anello

è custodito a Palestrina•

5 agosto 2021

Il mistero dell’anello di Carvilio

8

L’intelligenza artificiale alla ricerca di resti archeologici

nei fondali sommersi

...

greenme.it

I

nizia la sperimentazione di un software in

grado di individuare relitti di navi non an-

cora scoperti partendo da immagini e rile-

vazioni fatte sui fondali marini. La nuova

frontiera dell’archeologia subacquea. In colla-

borazione con la branca di Archeologia Som-

mersa della Marina statunitense, una scienzia-

ta dell’Università di Austin (Texas) ha messo

a punto un sistema di intelligenza artificiale

in grado di ‘scandagliare’ i fondali marini e in-

dividuare resti di navi o di aerei affondati nel-

le profondità oceaniche. Il software creato in

università è accurato al 92% nell’individuare

relitti subacquei già noti. Il progetto si è con-

centrato sulle coste di Stati Uniti e Porto Rico.

Ora è pronto per essere utilizzato per scoprire

relitti in luoghi non ancora esplorati e mappa-

ti dagli esploratori.

Il primo passo è stato insegnare al computer

cosa cercare, ovvero come è fatto un relitto di

nave. È importante anche ‘spiegare’ la diffe-

renza fra i relitti e le peculiarità che il fondale

marino presenta naturalmente. Per fare que-

sto, la ricercatrice ha inserito nel database del

computer molti esempi di relitti, ma anche fo-

to e contenuti relativi all’aspetto naturale dei

fondali oceanici. La National Oceanic and At-

mospheric Administration (NOAA) mette a

disposizione dei ricercatori e dei curiosi un

ricco database con informazioni relative ai re-

litti navali sommersi, con immagini prove-

nienti da tutto il mondo, nonché rilevazioni

effettuate dai sonar e da speciali impulsi laser

detti lidar. La ricercatrice ha utilizzato imma-

gini che coprono una superficie di 23 chilome-

tri dalle coste, fino a una profondità di 85 me-

tri, e che comprendono ampie aree senza relit-

ti. Trovare i relitti delle navi antiche è molto

importante per indagare e comprendere il pas-

sato umano – si pensi per esempio all’impor-

tanza della navigazione in settori come il com-

mercio, le migrazioni, o la guerra. Purtroppo

però spesso l’archeologia subacquea si rivela

costosa e pericolosa. •

1 agosto 2021