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esserci una teoria alternativa che spieghi in modo soddi-

sfacente queste strutture a tali profondità? Sul lato oppo-

sto dell’Oceano Atlantico rispetto al Mar dei Caraibi si tro-

va il Mar Mediterraneo, che molto prima dell’alba dell’uo-

mo era un bacino arido e senza sbocco sul mare. Potrebbe

essere che il Mar dei Caraibi abbia una storia geologica si-

mile a quella del Mar Mediterraneo? Cioè, il Mar dei Ca-

raibi potrebbe essere stato un bacino arido, e potrebbe es-

sere stato così anche in epoche più recenti? Per quanto po-

co plausibile possa essere questa ipotesi, se vera, fornireb-

be una soluzione semplice ed elegante al problema di una

città oggi prossima ai 700 metri sotto l’attuale livello del

mare e 550 metri circa12000 anni fa. Se il Mar dei Caraibi

non fosse esistito per un lungo periodo di tempo, una ci-

viltà ragionevolmente avanzata nell’area avrebbe potuto

erigere una città simile a Teotihiacan sulla terraferma sep-

pur a centinaia di metri sotto il livello del mare. Una vol-

ta formatosi il Mar dei Caraibi, queste città sarebbero sta-

te sommerse a una profondità equivalente a quelle cui era-

no state originariamente costruite. La città sommersa di

Cuba sarebbe solo una di queste ipotetiche città; così, è sta-

ta fornita una spiegazione per l’esistenza della città a così

grande profondità senza ricorrere né al fatto che la città sia

crollata alla sua profondità o che sia stata costruita sott’ac-

qua. Quali sono le condizioni necessarie affinché il bacino

caraibico sia rimasto asciutto? In primo luogo, l’arcipelago

delle Indie Occidentali, invece di essere una serie di isole

(sul livello del mare) separate da numerosi corsi d’acqua

(sotto il livello del mare), come lo è ora, avrebbe dovuto es-

sere una striscia di terra situata sopra il livello del mare tut-

ta la sua lunghezza. In altre parole, la penisola dello Yu-

catan doveva essere collegata a Cuba tramite un ponte di

terra, invece di essere separata da uno stretto, e Cuba con

Haiti, Haiti con Porto Rico, e così via, fino a Grenada col-

legata alla terraferma sudamericana, invece di esserne se-

parata da uno stretto. Tuttavia, l’isolamento del bacino dei

Caraibi dal più vasto oceano mondiale, sebbene necessario,

non è di per sé sufficiente perché sia rimasto asciutto. Per-

ché i Caraibi siano stati asciutti, c’è un’altra condizione ne-

cessaria che deve essere soddisfatta: deve esserci stato un

eccesso di evaporazione rispetto alle precipitazioni sullo

spartiacque del bacino. Oggi, c’è davvero un eccesso di

evaporazione rispetto alle precipitazioni sulla regione dei

Caraibi, ma è stato così anche all’epoca in cui queste strut-

ture furono costruite? Molto probabilmente, la risposta è

sì, in quanto le regioni tropicali e subtropicali, a cui ap-

partiene la regione caraibica, hanno subito variazioni cli-

matiche minime anche in mezzo al tumulto delle Ere gla-

ciali e interglaciali che hanno

avuto luogo durante il Plei-

stocene. Prese insieme, queste

due condizioni, cioè, che il ba-

cino caraibico era isolato dal-

l’Oceano Atlantico e l’evapo-

razione superasse le precipita-

zioni sul suo spartiacque, sug-

geriscono che molto probabil-

mente dovesse essere asciutto.

Se questo venisse confermato

non solo si spiegherebbe per-

ché le piramidi sommerse di

Cuba sono integre a quella

profondità, ma ne farebbe il

più valido candidato oggi per

provare la storia mitologica

egizia, narrata da Platone co-

me Atlantide, e l’esistenza di

una città sacra ricoperta dai

flutti del mare nel lontano e

dimenticato passato.