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tizza che questo particolare amuleto - erano tutti specifici

nell’uso previsto - mirasse a proteggere le donne incinte e

i bambini dal male. Ma colei che lo indossava era ebrea?

La menzione di Yahweh non è definitiva in questo senso.

«Gli gnostici usavano il nome di YAO che è Yahweh”, spiega

Klein. «Il nome del dio ebraico era accettato da tutti coloro

che vivevano qui allora. Era un nome potente nella sua divi-

nità. Non era necessario essere ebrei per credere nel potere del

nome».

Bisogna aggiungere che secondo l’Ebraismo misti-

co, ma anche in base al più antico Cristianesimo

esoterico, i poteri in lotta in questo mondo e nel-

l’anima umana, sia il Bene che il Male, sono due

principi “femminini” in quanto entrambi “rice-

venti”: il primo una vibrazione di Luce, il secon-

do una vibrazione di tenebra. Nell’ebraismo sono

chiamati il primo

Neshamah

”, l’anima pura e di-

vina in contatto con i poteri celesti, il secondo

Nephesh

”, l’anima carnale legata al sangue. “Nel

Cristianesimo, in “Stromata”, Clemente Alessan-

drino, parlando delle credenze gnostiche, espri-

me questo concetto dei due femminini in lotta:

«

Dicono che lo stesso Salvatore disse: “sono venuto

per distruggere le opere della femmina”, dove fem-

mina è la voglia passionale e le opere sono la genera-

zione e dissoluzione

». Questi si collega a Genesi

3,15 in cui Dio dice al serpente Nakash: «

Io porrò

inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua

stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il

calcagno».

Se Dio pone inimicizia tra il Serpente Nakash

e la stirpe di Eva, significa che la Stirpe di Eva è la Luce e

la Stirpe del Nakash è, ovviamente, la Tenebra. Da qui

emergono chiaramente i due “femminini” in lotta da sem-

pre tra loro;

La stirpe di Eva-Neshamah-Melkisedech;

La stirpe di Nakash-Nephesh-Melkiresha.

E questo è, in realtà, anche quanto presente su quest’anti-

co amuleto.

I

l recente ritrovamento di una rara effigie in legno a for-

ma di serpente apre una nuova finestra sul mondo spiri-

tuale dei popoli del nord 4.400 anni fa. La scoperta è av-

venuta a Järvensuo, un sito neolitico ubicato in una zona

umida, vicino a un lago nel sud-ovest della Finlandia. Per gli

archeologi Satu Koivisto, dell’Università di Turku, e Antti

Lahelma, dell’Università di Helsinki, «

il serpente, lungo 53

centimetri e spesso circa 2,5 centimetri, è stato scolpito da un uni-

co pezzo di legno: è molto realistico e ricorda una vipera nell’at-

to di strisciare

». Il loro studio è stato pubblicato il 29 giugno

scorso sulla rivista Antiquity. «

I serpenti sono carichi di signifi-

cati simbolici sia nella cosmologia finno-ugrica sia in quella sa-

mi, e si credeva che gli sciamani fossero in grado di trasformarsi

in serpenti

», spiegano i ricercatori. «

Anche la tradizione di que-

sti popoli - aggiungono - ubicava la “Terra dei Morti” sotto l’ac-

qua, il che si riallaccia alla scelta dell’ambientazione delle zone

umide cui è legato il bastone

». L’alto numero di manufatti le-

gati alla pesca, rinvenuti sempre a Järvensuo, suggerisce si

tratti di un elemento rituale legato a un popolo che viveva

sulla sponda del lago. Nelle fattezze, però, l’oggetto di Jär-

vensuo somiglierebbe «

a una piccola figurina di argilla neoli-

tica proveniente da Hietaniemi, circa cento chilometri a nord-

ovest dall’insediamento lacustre, che ritrae un piccolo serpente

rannicchiato con la testa alzata

», e che si pensava essere una

semplice riproduzione a carattere ornamentale. Nel Baltico

orientale, in alcuni siti è presente una figura umana che sem-

bra tenere un serpente in mano. Grazie al ritrovamento di

Järvensuo è ora possibile ipotizzare che si tratti di uno stru-

mento rituale, forse proprio un bastone di legno scolpito o

forse una statuetta. Secondo gli studiosi, infatti, le raffigura-

zioni presenti nell’area, così come i rari oggetti ad oggi rin-

venuti, sarebbero rappresentazioni di antiche scene di culto.

Una scoperta che per Vesa-Pekka Herva, capo del diparti-

mento di Archeologia dell’Università di Oulu in Finlandia,

mostrerebbe quanto le persone nel Neolitico avessero in con-

siderazione il mondo sotterraneo quale punto di accesso a

un’altra dimensione

BASTONE SCIAMANICONEOLITICO SCOPERTO IN FINLANDIA

A CURA DELLA REDAZIONE, 1 LUGLIO