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M

ichael Glickman, noto ricercatore

della scuola di pensiero “ermetica”

dei Cerchi nel Grano, è passato oltre la so-

glia il 1 Maggio scorso all'età di 78 anni.

Ho saputo della notizia con molto ritardo

e voglio ricordarlo in quanto amico perso-

nale, ricercatore con cui ho scambiato mol-

te impressioni e ho vissuto alcune magnifi-

che esperienze di ricerca sul suolo inglese

nei primi anni dei Duemila. Glickman,

negli ultimi tre decenni, ha studiato i Cer-

chi nel Grano in chiave filosofico-ermetica

e ne è divenuto ricercatore e divulgatore di

punta specializzato nella loro relazione con la Geometria

Sacra. La sua precedente esperienza come architetto, desi-

gner industriale e inventore lo ha “attrezzato” per studiarne

la loro arte intrinseca. Li ha analizzati sistematicamente, li

ha disegnati con grande precisione e ha scritto su di essi, ap-

profonditamente, in “

Crop Circles: The Bones of God

(

Crop Cirlcles, Le Ossa di Dio

, 2009), una pubblicazione

di altissimo livello. Aveva una capacità eccezionale di di-

scernere proporzioni e numeri armoniosi intessuti nel de-

sign di questi splendidi motivi geometrici. A Michael

Glickman piaceva suggerire che, chiunque fossero gli auto-

ri del fenomeno, «

offrono le loro formazioni

come giocattoli nella stanza di una scuola ma-

terna, solo per vedere cosa ne faremo

». Era

dotato di arguti senso dell'umorismo e spirito

di indagine, per lui, le cose incarnano un si-

gnificato che va trovato, sempre. L'apertura

mentale e la completezza matematica con cui

Michael cercava risposte erano profondamen-

te impressionanti. In

Crop Circles: The Bo-

nes of God

, Michael ha respinto lo scienti-

smo dogmatico e ogni insistenza sulla spiega-

zione razionale in linea con quel tipo di vi-

sione del mondo, indicando i cerchi nel gra-

no quale vera sfida ad esso. Nel 1999 gli era stata diagno-

sticata la Sclerosi Multipla. Stabilendosi vicino a Devizes,

ha prodotto una serie illuminante di video e molti altri li-

bri, di cui

The Bones of God

è ampiamente considerato,

in Inghilterra, come il lavoro definitivo sulle formazioni. Ha

tenuto conferenze nel Regno Unito e all'estero, anche in

Italia, ed è stato il relatore principale dell'annuale

Glaston-

bury Crop Circle Symposium

cui ho partecipato per tre an-

ni. Buon Viaggio e che la Terra ti sia lieve Michael. Hai

svolto il tuo compito egregiamente, è stato un onore per me.

Adriano Forgione

In Memoria di Michael Glickman

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Rampe per Disabili nei Santuari Greci

Science Alert, 22 Luglio

N

ell'antica Grecia, diverse centinaia di anni prima del-

l'era comune e molto prima dell'invenzione delle se-

die a rotelle, alcuni santuari sacri potevano essere stati ap-

positamente progettati tenendo conto della disabilità. Men-

tre le rampe non erano particolarmente comuni nel IV se-

colo a.C., antichi templi curativi sono spesso circondati da

queste strutture di pietra permanenti. L'archeologo Debby

Sneed della California State University sospetta che non

sia una coincidenza. Egli sostiene che gli antichi Greci pro-

gettarono e costruirono queste rampe per accogliere colo-

ro che non potevano facilmente usare le scale, tra cui an-

ziani, donne incinte, bambini piccoli, individui con basto-

ni e stampelle, quelli che venivano trasportati su lettiere e

individui con mobilità ridotta. «

Sebbene lo scopo di ac-

cesso alle persone con difficoltà motorie potrebbe non es-

sere stata la funzione esclusiva

di queste rampe - precisa Sneed

- fu probabilmente un fattore

primario nella loro costruzio-

ne

». Analizzando la letteratura e

visitando personalmente diversi

antichi siti, Sneed ha rivelato

uno schema curioso nell'uso di

piccole rampe fisse negli ingressi dei templi greci. I santua-

ri dedicati alla guarigione tendono a presentare più rampe.

In passato, gli archeologi hanno ipotizzato che ciò fosse

dovuto ai sacrifici di animali, ma Sneed sottolinea che la

maggior parte di questi rituali avveniva su altari al di fuori

dei templi. La ricerca di Sneed evidenzia una preponde-

ranza di rampe in alcuni santuari e non in altri. Mentre il

santuario che ospitava i giochi olimpici originali di Olim-

pia ha due rampe, una al tempio principale e l'altra a un

recinto sacrificale, il santuario curativo di Asclepio a Epi-

dauro – forse il santuario curativo più importante dell'an-

tica Grecia – presenta 11 rampe su nove edifici separati.

Gli altri edifici sussidiari intorno ad esso non ne avevano

bisogno perché non furono sollevati dal livello del suolo.

«

Le prove disponibili indicano una tendenza in base alla

quale i santuari curativi, che ospitavano molte persone

con una vasta gamma di malattie, lesioni e condizioni - in-

cluse molte che colpivano la mobi-

lità - presentavano più rampe ri-

spetto ai santuari non curativi

», ha

affermato Sneed. «

Due di questi

santuari curativi, i santuari di Ask-

lepios a Epidauros e Corinto, sono

sufficientemente ben conservati

per illustrare questo schema

».