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Costruire Hi-Fi #255

10

di Diamantini Giuseppe e Andrea Minardi

L

’amplificatore valvolare, se

lo guardiamo in termini di

costo, ingombro e peso; è

una follia. Il confronto con un si-

stema al silicio (che sia transistor,

MosFet ecc.) in termini di distor-

sione e di impedenza di uscita, è

impietoso, ma gli audiofili ancora

amano il valvolare classico, ed

una ragione ci sarà.

È vero che un sistema amplificato

e riprodotto non raggiunge mai

il livello del suono naturale, ma

ci si può avvicinare il più possi-

bile.

Il fatto che si continua ad avere

diversi tipi di circuiti dimostra

che non esiste un circuito ideale,

valido per tutti i casi. Se così

fosse avremmo una sola tipologia

di circuiti e gli altri sarebbero

scomparsi e messi nel dimentica-

toio.

La presenza di una valvola nel-

l’amplificatore muove un certo

fascino, ma non basta mettere in

mostra la valvola per avere un

buon suono o per definire un am-

plificatore valvolare.

Gli amplificatori valvolari classici

esistono in diverse configurazioni

e schematicamente possiamo rias-

sumerle in due tipologie:

-

Single Ended (SE) in classe A,

cioè con una sola valvola finale e

polarizzazione tale che le fa as-

sorbire una consistente corrente.

Il segnale in ingresso fa variare

la sua corrente, in più ed in meno,

che percorre il primario del tra-

sformatore e via campo magnetico

trasmette al secondario la sola

variazione alternata.

-

Push-Pull (PP) in classe B (in

pratica A/B) con due valvole con-

trapposte e conduzione di una

per la parte positiva del segnale

e l’altra per la parte negativa del

segnale. Il trasformatore di uscita

ricompone i due campi magnetici

contrapposti generati per poi tra-

sferire al secondario, collegato

all’altoparlante, la sola variazione

alternata.

Il primo sistema (SE) è composto

da uno schema relativamente sem-

plice, di modeste potenza, è ca-

ratterizzato dalla presenza di ar-

moniche pari. Il punto cruciale è

un trasformatore di uscita con

una parte magnetica consistente

che lo rende pesante e costoso

per la sua curata costruzione. Le

potenze ottenute sono veramente

modeste, ma è l’amplificatore tan-

to amato dagli audiofili.

Il secondo sistema (PP) idoneo

ad ottenere consistenti potenze

con bassa distorsione, per la sop-

pressione di tutte le armoniche

pari, con un trasformatore di usci-

ta di modeste dimensioni ed ha

un buon rendimento energetico.

La potenza ottenibile è adeguata

all’uso Hi-Fi. Fra l’altro è il sistema

tanto amato dai chitarristi, a dir

la verità insieme ad una parte

preamplificatrice specifica che

esalta la distorsione “morbida”

tipica del sistema valvolare.

Nel primo sistema il pezzo più

costoso e impegnativo, per avere

una buona qualità sonora, è ov-

viamente il trasformatore di uscita

(TU). Nel secondo sistema il TU

è meno critico, ma più critico è il

sistema di pilotaggio delle due

valvole finali e splittaggio delle

due semionde.

Per ovviare ai trasformatori di

uscita, sono stati sviluppati sistemi

OTL (Output Trasformer Less) a

valvole sia in SE che in PP. Di co-

struzione più complessa e con li-

mitati entusiasmi degli audiofili.

Sempre per ovviare ai TU sono

stati sviluppati i cosiddetti ibridi

generalmente sono costituiti da

una parte preamplificatore a val-

vole e da un finale adattatore di

potenza a transistor, generalmente

del tipo in contrapposizione (o

PP). Il costo e l’ingombro è dra-

sticamente ridotto; commercial-

mente è l’uovo di colombo: ri-

mangono in bella vista le piccole

valvole pre/pilota ed il peso ed

il costo è drasticamente ridotto.

Vedi ad esempio il semplice am-

plificatore per pc proposto in Co-

struire HiFi n. 77 pag. 16.

È il sistema ibrido utilizzato in

diversi amplificatori strumentali,

ma il più dei commenti (almeno

in rete) dei musicisti sono da rim-

piangere il sistema tutto valvolare.

Recentemente è entrato nel mer-

cato un ibrido del tutto insolito,

a parti invertite, che ci ha incu-

riosito non poco in quanto è un

PP del tutto classico di EL84 con

trasformatore di uscita ma con

una parte pre/pilota di operazio-

Per amplificatore audio ibrido si intende un amplificatore con componenti a

valvole e con componenti al silicio. Da alcuni vengono chiamati anche semi

valvolari. Oggetto di questo articolo è lo studio effettuato su un sistema

insolito con parte preamplificatrice/pilota a integrati operazionali e con

parte finale con un sistema valvolare PP classico.

C

OVER

S

TORY

Amplificatore OP-VT

Amplificare ibrido,

controcorrente, insolito