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ArcheoMisteri

bieghaus Skulpturensammlung

/ Norbert Miguletz).

Nella mostra sono esposti più

di 100 oggetti, tra cui 60 rico-

struzioni. La mostra è una con-

tinuazione di un’altra tenuta a

Monaco dal 2003, che è stata

esposta in 30 città in tutto il

mondo. La mostra attuale viag-

gerà anche a Napoli, New York

e Sydney, tra le altre location.

La mostra “Gods in Colour” si

svolge al Liebieghaus Museum

fino al 30 agosto 2020.

Fonte: DWMade for minds,

3/2/2020.

GÖBEKLI TEPE: ILTEMPIO

PIÙ ANTICO DEL MONDO

COSTRUITO PER ADORA-

RE LA STELLA SIRIO?

G

öbekli Tepe, secondo la

storiografia ufficiale, non

dovrebbe esistere. Si trat-

ta, infatti, di un sito archeologico

situato a circa 18 km a nordest

dalla città di Şanlıurfa, Turchia,

nel quale è stato rinvenuto il più

antico tempio in pietra della sto-

ria dell’umanità e che sta scon-

volgendo tutte le certezze sulle

origini della civiltà.

I risultati dei test sostengono

l’ipotesi che Gobleki Tepe risalga

a 11 mila anni fa, ossia quasi 6

mila anni prima della comparsa

delle prime civiltà nella mezza

luna fertile in Mesopotamia (a

lungo considerata la culla della

civiltà) e ben 8,5 mila anni prima

della costruzione della Grande

Piramide di Cheope, diventando

così il più antico esempio noto

di architettura monumentale.

Göbekli Tepe, ricorda vagamente

Stonehenge, ma fu costruito

molto prima, e non con blocchi

di pietra tagliata grossolana-

mente ma con pilastri di calcare

finemente scolpiti a bassorilievo:

una sfilata di gazzelle, serpenti,

volpi, scorpioni, cinghiali selvatici.

Intorno all’8000 a.C. il sito venne

deliberatamente abbandonato

e volontariamente seppellito con

terra portata dall’uomo.

Göbekli Tepe e altri siti medio-

rientali stanno cambiando le nostre

idee su una svolta fondamentale

nella storia umana: la rivoluzione

neolitica, quando i cacciatori-rac-

coglitori nomadi si trasformarono

in agricoltori stanziali.

Gli archeologi continuano a sca-

vare e a discutere sul suo signi-

ficato: come è stato realizzato?

Qual è la sua storia? Non si co-

nosce nemmeno chi l’abbia rea-

lizzato. Per certi aspetti, la strut-

tura è venuta fuori dalle tenebre

dell’ultima era glaciale di cui non

sappiamo niente, ed è entrata

sulla scena storica già piena-

mente formata.

Un contributo importante sulla

comprensione di Göbekli Tepe

potrebbe venire da uno studio

pubblicato su

arXiv.org

dal ri-

cercatore italiano

Giulio Magli

,

archeoastronomo e docente

presso il Politecnico di Milano,

secondo il quale il tempio fu

probabilmente costruito per ve-

nerare la stella Sirio.

A lungo i ricercatori hanno spe-

culato sull’utilizzo cultuale di

Göbekli Tepe, ma nessuno finora

è riuscito ad indovinare quale

tipo di religione fosse praticata

nel tempio. L’intuizione di Magli

si basa sulla disposizione circo-

lare dei pilastri di pietra che

compongono il tempio in ma-

niera molto simile a quelli del

sito Stonehenge, il quale, secon-

do i ricercatori, potrebbe essere

stato concepito come osserva-

torio astronomico.

Il ricercatore italiano ha simulato

la volte celeste notturna che si

sarebbe osservata dalla Turchia

quando Göbekli Tepe fu costruita.

Nel corso dei millenni, infatti, la

posizione delle stelle cambia a

causa dell’oscillazione dell’asse

terrestre. Stelle che si trovano

vicino all’orizzonte, con il passare

del tempo, possono sorgere e

tramontare in punti molto di-

versi o scomparire del tutto,

per poi ricomparire migliaia di

anni dopo.

I calcoli di Magli hanno rivelato

che i pilastri megalitici di Göbekli

Tepe sembrano essere allineati

con il punto in cui sorge la stella

Sirio. Utilizzando le mappe esi-

stenti del tempio e le immagini

satellitari, il ricercatore ha tracciato

una linea immaginaria che collega

diverse strutture del sito con il

punto in cui sorge la stella.

Sono tre gli anelli di pietra di

Göbekli Tepe che sembrano es-

sere allineati con il punto al-

l’orizzonte in cui Sirio sarebbe

sorta rispettivamente nel 9100

a.C., 8750 a.C. e 8300 a.C. An-

cora oggi Sirio, conosciuta anche

come Stella del Cane, può essere

ammirata da quasi ogni parte

del mondo come la stella più

luminosa nel cielo.

“Sirio è così evidente che il suo

sorgere e tramontare è stato

utilizzato come base per l’antico

calendario egizio”, spiega Magli.

Alla latitudine di Göbekli Tepe,

Sirio sarebbe rimasta nascosta

sotto l’orizzonte fino al 9300

a.C., per poi ‘spuntare’ improv-

visamente nel cielo.

“La mia teoria è che il tempio di

Göbekli Tepe sia stato costruito

per celebrare la ‘nascita’ della

nuova stella”, continua Magli. “Si

Göbekli Tepe

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