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9

ArcheoMisteri

quella di M. Baigent, R. Leigh e H.

Lincoln [5]. Tali studiosi sostengono

uno stretto legame tra il Santo Graal

e la dottrina dei Catari. I Catari (dal

latino “catharus”, “puro”) erano una

setta sorta nel medioevo sotto diversi

nomi, a seconda della località di in-

sediamento: Albigesi in Francia, Pa-

tarini in Italia. Essi riprendevano al-

cune concezioni filosofiche e dottrinali

dal Manicheismo, orientandosi verso

derivazioni di carattere gnostico. Per

tale ragione, credevano in un fermo

dualismo che vedeva Dio come il

creatore delle cose spirituali e Satana

come il creatore del mondomateriale.

Non credevano, invece, nella resur-

rezione (ma nella reincarnazione),

nè nella teologia della Trinità. Non

concepivano che Cristo avesse natura

umana, ma affermavano che fosse

un angelo inviato da Dio.

Per tali ragioni nel 1165 i Catari ven-

nero accusati di eresia e scomunicati

dalla Chiesa. Quest’ultima tentò ini-

zialmente di convertirli attraverso

missioni di evangelizzazione, come

quella in Linguadoca di San Bernardo

di Chiaravalle.

Tuttavia, nel 1208, l’assassinio del

legato pontificio Pierre de Castelnau

fece precipitare gli eventi, tanto

che Papa Innocenzo III bandì una

crociata contro i Catari. La battaglia

si protrasse per decenni, finché nel

1244 capitolò anche l’ultima rocca-

forte albigese Montségur.

La leggenda di Montségur

Ebbene, una leggenda della Lingua-

doca narra che proprio a Montségur

si trovasse, custodito, il Santo Graal.

Come se non bastasse, Wolframvon

Eschenbach lo colloca, nella sua

opera “

Parzifal

“, in un castello situato

sui Pirenei, il cui nome sarebbe Mun-

salvaesche.

E’ curioso che il termine Munsalvae-

sche (“Monte sicuro”) corrisponda

alla traduzione tedesca di Montségur,

l’ultima roccaforte dei Catari. Ma

non è finita! Eschenbach, inoltre,

narra di come il castello di Munsal-

vaesche fosse rettoda un certoPerilla,

fatto che trova anch’esso una corri-

spondenza reale poichè il signore

di Montségur si chiamava Raimon

de Pereille. M. Baigent, R. Leigh e

H. Lincoln sostengono che, durante

i giorni dell’assedio a Montségur, al-

cuni catari sarebbero riusciti di na-

scosto a trasportare il Graal in un

posto più sicuro. In particolare, esso

sarebbe stato custodito nel vicino

paese di Rennes-le-Château, che

all’epoca era un’importante rocca-

forte albigese.

Il SantoGraal e Rennes-le-Château

Le vicende di Rennes-le-Château

non hanno bisogno di presentazioni,

tanto sono note. Il sacerdote Béren-

ger Saunière, divenuto nel 1885 par-

rocco nella cittadina francese, è

ormai entrato nell’immaginario col-

lettivo come uno degli uomini più

misteriosi degli ultimi secoli. Dopo

alcuni lavori di ristrutturazione e re-

stauro all’interno della singolare chie-

sa di Rennes-le-Château, dedicata

al culto di Maria Maddalena, egli di-

venne inaspettatamente ricco, tanto

da spendere successivamente cifre

nell’ordine degli odierni milioni di

euro. M. Baigent, R. Leigh e H. Lin-

coln basandosi sulla versione dello

scrittore Gérard de Sède [6], so-

stennero l’ipotesi che il sacerdote

avesse rinvenuto alcune pergamene

indicanti l’ubicazione di unmisterioso

tesoro. Gérard de Sède riportava il

messaggio (cifrato) delle pergamene,

che rivendicava l’appartenenza del

tesoro ad un fantomatico e segreto

ordine: il Priorato di Sion. Compito

del Priorato era proteggere uno stra-

ordinario arcano, unmistero che Sau-

nière aveva scoperto e grazie al

quale era divenuto ricco: Gesù Cristo

non era rimasto celibe come rac-

contano i vangeli. Si era bensì sposato

con Maria Maddalena e aveva avuto

Pietro Perugino:

Compianto sul

Cristo morto. Il

personaggio in

basso a destra è

Giuseppe

d’Arimatea.