Background Image
Previous Page  8 / 10 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 8 / 10 Next Page
Page Background

8

ArcheoMisteri

terpretazioni filosofiche che riguar-

dano il Santo Graal.

Robert de Boron riportò, successi-

vamente, che Il Sacro Graal sarebbe

stato trasportato da Gerusalemme

in Gran Bretagna, dove diede vita al

ciclo delle leggende incentrate sulla

figura di Re Artù. In particolare, al-

l’interno del ciclo arturiano si inserisce

l’opera di Wolfram von Eschenbach.

Nel “

Parzifal

“, l’autore riprese gli

scritti di Chretien de Troyes, sebbene

egli volle rappresentare il Graal non

più come un calice, ma bensì come

una pietra dai miracolosi poteri (

Lapis

exillis

) la quale sarebbe in grado di

fornire l’immortalità.

Cenni storici, il Graal

è davvero in Inghilterra?

Aldilà delle fantasiose interpretazioni,

e del notevole filone letterario che

si è sviluppato intorno alle leggende

sul Santo Graal, ben poche sono in-

vece le testimonianze più pretta-

mente storiche. Le prime menzioni

di un calice venerato come reliquia

a Gerusalemme, presso il Santo Se-

polcro, sono datate al settimo secolo

ad opera del vescovo francese Ar-

nolfo, secondo lo storico Richard

Barber [3]:

Tra labasilicadel Golgotha

e il luogo del Martirio, si trova una

cappella in cui è custodito il calice

del Signore, che egli benedisse con

le proprie mani e diede agli Apostoli

quando sedeva alla cena il giorno

precedente il suo supplizio. Il calice

è d’argento, ha la dimensione di una

pintagallicaehaduemaniglie lavorate

suciascun lato…Dopo laResurrezione,

il Signore bevve da questo stesso

calice, secondo quando indicato alla

cena con gli apostoli. Il santoArnolfo

lo vide e attraverso un’apertura del

reliquiario dove era riposto, egli lo

toccò con mano propria.

Secondo lo storico romano Olim-

piodoro di Tebe, invece, un particolare

calice che assomiglierebbe al Santo

Graal si sarebbe trovato a Roma

sino al 410 d.C. In quell’anno sarebbe

stato trasportato in Inghilterra per

preservarlo dal sacco di Roma, ad

opera del visigoto Alarico.

Il Santo Graal e la Gran Bretagna

Il Graal potrebbe essere giunto in

Inghilterra (ma qui entriamo più nel

campo delle congetture) anche per

mano di Giuseppe d’Arimatea. Le

sacre scritture indicano quest’ultimo

come colui che raccolse il corpo di

Cristo dopo la crocifissione:

Venuta la sera, giunse un uomo ricco,

di Arimatea, chiamatoGiuseppe; an-

che lui era diventato discepolo di

Gesù. Questi si presentò a Pilato e

chiese il corpo di Gesù. Pilato allora

ordinò che gli fosse consegnato. Giu-

seppe prese il corpo, lo avvolse in un

lenzuolo pulito e lo depose nel suo

sepolcro nuovo, che si era fatto sca-

vare nella roccia; rotolata poi una

grande pietra all’entrata del sepolcro,

se ne andò [4].

SeGiuseppe d’Arimatea fosse entrato

effettivamente in possesso del Graal

è possibile che egli lo abbia portato

in Inghilterra, a Glastonbury. I soste-

nitori di questa tesi indicano l’”

An-

nales Ecclesiasticae

” del 1601 come

fonte storica attendibile. Si tratta di

un’annotazione di un bibliotecario

vaticano, tal cardinale Baronio, la

quale riferisce di un arrivo a Marsi-

glia nel 35 d.C. di Giuseppe di Ari-

matea, diretto proprio verso l’Inghil-

terra. Un’altra fonte, “

De Sancto

Joseph ab Arimathea”,

vuole Giu-

seppe di Arimatea in Francia nel 63

d.C. In seguito si sarebbe spostato

oltre la Manica, secondo il racconto

del vescovo di Lisieux, Freculfo.

Le fonti letterarie e quelle storiche,

sebbene quest’ultime di numero

molto esiguo, concordano nel de-

scrivere il Graal come una calice, o

comunque un contenitore. Ciò non-

dimeno, le moderne interpretazioni

hanno attribuito ad esso svariati si-

gnificati, molti dei quali legati all’oc-

cultismo o a puri concetti filosofici.

Il Graal e la discendenza

di Gesù Cristo, una bufala

ben documentata

Una delle interpretazioni più famose

della simbologia legata al Graal è

Dossier

I Cavalieri della

Tavola Rotonda e

il Santo Graal