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546 GdM

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P

araPsicologia

- r

icerca sPirituale

Abbiamo proposto a Biagio di scrivere

per

Il Giornale dei Misteri

alcuni arti-

coli che descrivono il suo incontro con

l’Oltre, più ampiamente narrato nel li-

bro omonimo (ilmiolibro, pp. 412)

Gli spiriti di Getalsa

resoconto di una esperienza fuori dell’ordinario

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B

IaGIo

F

ILardI

L

a volta successiva Isio affermò che come c’è una genetica biologica

così esiste una genetica astrale, portatrice di tradizioni dell’essere e

dell’intelligere. Mi ricordai di quando dicevano delle

gerarchie

, caratte-

ristiche individuali che andavano di vita in vita, trasmettendosi come i

tratti ereditari da un padre al figlio.

Mi disse poi, che dentro di me c’erano due animali. Uno era l’aqui-

la. l’altro il cinghiale, e quando il cinghiale guarda l’aquila, deve alzare

gli occhi, e a volte la vede come un’ombra, perché essa vola in alto e

rasenta – così gli pare, al cinghiale – la luce del Sole.

“Quando l’aquila guarda il cinghiale, lo mira come fosse una preda, e

gli si avvicina a picco e… troppo grande per afferrarlo con gli artigli! Così

non si conoscono a fondo, l’aquila e il cinghiale, e non fanno una batta-

glia alla pari. Ma uno dei due vince sempre, negli scontri.

Quando vince il cinghiale, ci sono anche abissi e distese di praterie.

Quando vince l’aquila, quelle certe volte si pone tanto in alto che pare

allontanarsi troppo dal sentiero tracciato dal cinghiale con la forza dei

suoi zoccoli. Sono due agonismi e restano antagonismi, e sono anche il

paradosso che ora ti appartiene. Che tu scelga l’aquila o il cinghiale, è

comunque un sacrificio; ma in ogni caso non riesci a sbagliare, non sarai

mai la mosca nella tela del ragno, che resta immobile perché sa che non

c’è nulla da fare: mai!”.

Il messaggio era per me, ma credo possa avere una valenza più

generale, capace di adattarsi ai molti, a quelli che sono continuamente

dibattuti tra la contingenza del vivere quotidiano e la voglia di aprir le

ali. Non è innaturale trovarsi a vivere tra i due estremi, essendo quasi

una tappa obbligata lungo il percorso della sapienza di se stessi.

In quel periodo un amico mi aveva dato da leggere alcune storie

estrapolate dal libro di Kardec,

Il libro degli spiriti

. Non che ne fossi

molto attratto all’inizio, ma poi la lettura di quei resoconti di contatti

coi defunti mi interessò non poco, tanto da chiederne a Isio l’attendi-

bilità.

“Ricordati

– esordì –

un essere umano come te deve cercare lo spirito,

non gli spiriti”.

Giusto! – ricordo che pensai, come avessi accusato l’effetto di un

rimprovero. Continuò:

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Cercare lo spirito,

non gli spiriti!

Non credere,

ma sapere

L’amore, energia

cosmica