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559 GdM

rupe, perché porti con sé le colpe di tutto il popo-

lo, il “capro espiatorio”, nel giorno dell’espiazione

(Kippur).

A Ripatransone (Ascoli Piceno) c’è la festa del

Cavallo di fuoco

per celebrare l’incoronazione

della Madonna di san Giovanni (1682) nella

quale la sagoma di un cavallo in legno ornata di

fuochi artificiali viene arsa tra scoppi e scintillìi di

fiamme e grida di allegria.

A Sonnino di Latina c’è

la

Sagra delle torce

,

un’usanza medievale con processione notturna di

due cortei separati, muniti di torce, che all’alba si

ricongiungono presso la cappellina della Madon-

na in contrada La Sassa e i residui delle torce ven-

gono conservati come protezione religiosa da di-

sgrazie e malanni.

A Nerito, frazione di Crognaleto (Teramo) nel

Parco Nazionale del Gran Sasso, sopravvive un

antico rito: attorno a

un grande albero (

la stan-

ga

)

sono accatastati oltre cento quintali di legna e

il fuoco brucia senza interruzione fino al mattino

di Capodanno.

Ad Acquaviva di Isernia nella festa patronale

c’è l’usanza della

Focata d’inverno

.

La Vigilia di

Natale, nella piazza, viene acceso un grande falò

alimentato con rami di ginepro.

Ad Agnone (Isernia) vive la tradizione dei

Fuochi di san Michele

.

Con grandi falò viene

salutato il ritorno della bella stagione.

La Focata d’inverno

,

nella ricorrenza di

sant’Antonio abate, è caratteristica ad Isernia,

dove nelle vie del centro si accendono grandi fuo-

chi e si canta e balla allegramente.

A Jelsi di Campobasso v’è la festa dei

Fuochi di

sant’Antonio

; per il paese alla sera vengono alle-

stiti altari devozionali e sono accesi fuochi intorno

ai quali i fedeli pregano e vegliano fino all’alba.

A Mercato san Severino in quel di Salerno c’è

la festa del

Ciuccio di fuoco

, analoga a quella di

Ripatransone. Poco dopo la mezzanotte di

Ferragosto viene incendiato un asino di cartape-

sta carico di fuochi d’artificio.

A Chiaravalle Centrale di Cosenza nella

Festa

dell’Immacolata Concezione

(8 settembre) in

diversi punti del paese si accendono falò augurali.

A Scigli nel Ragusano si svolge

la

Cavalcata di

san Giuseppe

,

descritta da Elio Vittorini nel

romanzo

Il garofano rosso

(1933). Al passaggio

della processione vengono accese le

pagghiare

,

falò di frasche; i devoti tengono in mano una

ciac-

cara

, una fiaccola di buso, un giunco tagliato

ancora verde durante la luna nuova dell’agosto

precedente.

Ad Alghero (Sassari), il martedì grasso viene

processato e condannato al

rogo un pupazzo

che

rappresenta un soldato francese, triste ricordo

dell’invisa occupazione.

A Rimini e in molti comuni della Romagna c’è

la sagra della primavera. La vigilia di san

Giuseppe si accendono

le fogheracce,

grandi falò

dove bruciano cataste di fascine e legna, vecchi

mobili e tanti oggetti inutili. Nel film

Amarcord

(1932) capolavoro di Federico Fellini, viene bru-

ciato in piazza,con un grande falò,

il pupazzo

della Sega Vecchia

,

una strega che rappresenta

l’inverno e, mentre suona la banda e scoppiano

petardi e mortaretti, si festeggia l’arrivo della pri-

mavera.

1

Istante e punto dell’eclittica in cui il Sole due volte all’an-

no si trova alla massima distanza dall’equatore terrestre;

d’estate il 21 o 22 giugno, d’inverno il 21 o 22 dicembre.

2

Serena Maria Antonietta e Berruti Nino,

Processo per

magia

, Edizioni Arca, 1993.

3

Un’altra importantissima tradizione recoarese è la sfilata

che si svolge a fine inverno per propiziare la primavera: la

Chiamata di Marzo

(https://www.chiamatadimarzo.com/it/)

.

Per approfondimenti: Trivelli Giorgio,

Storia del territorio e

delle genti di Recoaro

, De Agostini, Novara 1991; Pomponio

Antonella,

Il Panevin: la notte dei fuochi nel Trevigiano e nel

Veneziano

, Regione del Veneto, Venezia 2002.

Ringraziamo i Comuni e le Pro Loco di Roccalbegna, Scigli,

Sonnino, Recoaro Terme per la collaborazione. Per le

descrizioni ci siamo avvalsi della

Guida alle sagre e alle feste

patronali

di Umberto Cordier, Edizioni Piemme, Casale

Monferrato (AL) 2000.

Il rogo de la vecia a Pordenone (foto dal

Messaggero Veneto

)

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