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559 GdM

SOCIETÀ

T

utti conosciamo il fuoco, fenomeno nel quale si svi-

luppano la luce e il calore per effetto della combustio-

ne. Secondo i filosofi greci, era uno dei quattro elementi

fondamentali – chiamati anche archetipi elementari –

insieme all’aria, alla terra e all’acqua; principio divino e

incorruttibile che formava gli astri e le anime.

Fu oggetto di culto presso molti popoli, da parte dei

sacerdoti di Baal, dei bramini indiani, delle sacerdotesse

del Sole nel Perù, delle Vestali di Roma, simboleggiante la

sacralità e l’indispensabilità nella vita civile, etc.

Circa un milione e mezzo di anni fa, gli uomini primi-

tivi, dopo la sua scoperta sfregando due pezzetti di legno,

identificarono il fuoco con il Sole, sorgente di fecondità, di

crescita e di abbondanza.

Gli storici concordano nel ritenere che i riti del fuoco

ebbero origine col culto solare. Il dio Sole fu invocato nelle

feste agricole e nei riti della fertilità e allo stesso furono

dedicati petroglifi con raggiere nell’Età del Bronzo, simbo-

logie di falchi e aquile solari, elefanti col Sole in fronte, ser-

penti di fuoco. Nel solstizio d’inverno

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i nostri antenati

accendevano grandi fuochi e con canti e danze invocavano

il Sole a far luce e non spegnersi; erano convinti che le

vampate di fuoco potessero rinforzare l’astro benefico.

I fuochi votivi o evocativi – chiamati falò, focarazze,

focaracci, focarò, focarù, faòri, etc. – erano molto diffusi

nell’antichità e oggi il folklore popolare li fa sopravvivere

in molti luoghi.

Si fanno per celebrare festività in onore della Madonna,

dei santi patroni, succeduti al culto delle divinità pagane e

degli eroi. Evocano i roghi delle streghe, bruciano le forze

del male, vincono le malvagità umane.

Le feste del fuoco

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di Isidoro

Sparnanzoni

Il serpente Uraeus della mitologia egizia era il

simbolo del fuoco (come energia solare), del

movimento e del potere sopra la vita e la morte.

Portava sulla testa il simbolo del sole e il simbo-

lo circolare della lunga vita

Sotto: Agni, il dio del fuoco, è la personificazio-

ne del fuoco del sacrificio, ha due teste, una

benevola, l’altra malevola